Parco Naturale La Mandria (Venaria T0)
Il parco naturale La Mandria è un'area naturale protetta situata tra il torrente Stura di Lanzo, il torrente Ceronda e l'area urbanizzata a nord-ovest di Torino e di Venaria Reale. È stato istituito nel 1978 dalla Regione Piemonte, risultando il primo parco regionale ad essere istituito in Italia. Grazie al lungo muro di cinta fatto costruire a metà '800 da re Vittorio Emanuele II, il parco La Mandria è il più grande parco cintato d'Europa. La superficie recintata ammonta a circa 3.000 ettari. Il muro, lungo circa 30 km e costato 1 milione di lire, doveva proteggere gli appartamenti reali del castello della Mandria voluti dal re per viverci con la sua seconda famiglia creata con la moglie morganatica Rosa Vercellana detta "la Bela Rosin"; è servito di fatto a proteggere uno dei rarissimi lembi sopravvissuti della foresta planiziale che un tempo copriva l'intera Pianura Padana. Gran parte del territorio del parco appartiene ora al comune di Druento. Nel medioevo invece il territorio apparteneva alla comunità di Rubbianetta, ora scomparsa. Si conserva, nella zona della Rubbianetta, la pregevole chiesetta di San Giuliano, al cui interno sono presenti affreschi con immagini di santi, risalenti al 1493. A lato della chiesetta si possono osservare i resti del ricetto medievale e del castello appartenuto ai visconti di Baratonia, antichi consignori del luogo. I marchesi Medici del Vascello, divenuti nel 1882 proprietari della tenuta alla morte di Vittorio Emanuele II, ne hanno mantenuto integre le caratteristiche naturali ed architettoniche, consentendo di trasmettere sino ai giorni nostri uno dei più importanti patrimoni piemontesi. Nella tenuta de La Mandria, ancora a metà del secolo scorso, vivevano oltre 900 persone, ed erano presenti due chiese, due scuole, un teatro, un cinema, un giornale ed addirittura una piccola piscina destinata ai ragazzi. La fauna comprende principalmente cervi, daini, cinghiali, volpi, lepri e minilepri, tassi e rapaci notturni quali gufi, civette e allocchi e nutrie. Gli animali più interessanti sono quelli legati all'ambiente forestale maturo quali il picchio nero, che in pianura nidifica solo a La Mandria, e il coleottero Osmoderma eremita. Sono comunque numerose le specie protette dall'Unione europea censite all'interno del parco. L'ente parco mantiene inoltre l'allevamento di cavalli appartenenti alla razza autoctona Tpr presso le scuderie della Cascina Vittoria. Una parte dell'area può essere considerata un vero bosco planiziale: vi si trovano le specie vegetali tipiche del clima temperato: farnia, rovere, ontano, salici, olmo, acero, frassino, pioppo bianco e pioppo nero, noccioli, betulle, carpini e le tipiche piante del sottobosco padano. Altre aree mantengono l'aspetto della prateria acida a molinia tipica dell'alta pianura.
Il parco naturale La Mandria è un'area naturale protetta situata tra il torrente Stura di Lanzo, il torrente Ceronda e l'area urbanizzata a nord-ovest di Torino e di Venaria Reale. È stato istituito nel 1978 dalla Regione Piemonte, risultando il primo parco regionale ad essere istituito in Italia. Grazie al lungo muro di cinta fatto costruire a metà '800 da re Vittorio Emanuele II, il parco La Mandria è il più grande parco cintato d'Europa. La superficie recintata ammonta a circa 3.000 ettari. Il muro, lungo circa 30 km e costato 1 milione di lire, doveva proteggere gli appartamenti reali del castello della Mandria voluti dal re per viverci con la sua seconda famiglia creata con la moglie morganatica Rosa Vercellana detta "la Bela Rosin"; è servito di fatto a proteggere uno dei rarissimi lembi sopravvissuti della foresta planiziale che un tempo copriva l'intera Pianura Padana. Gran parte del territorio del parco appartiene ora al comune di Druento. Nel medioevo invece il territorio apparteneva alla comunità di Rubbianetta, ora scomparsa. Si conserva, nella zona della Rubbianetta, la pregevole chiesetta di San Giuliano, al cui interno sono presenti affreschi con immagini di santi, risalenti al 1493. A lato della chiesetta si possono osservare i resti del ricetto medievale e del castello appartenuto ai visconti di Baratonia, antichi consignori del luogo. I marchesi Medici del Vascello, divenuti nel 1882 proprietari della tenuta alla morte di Vittorio Emanuele II, ne hanno mantenuto integre le caratteristiche naturali ed architettoniche, consentendo di trasmettere sino ai giorni nostri uno dei più importanti patrimoni piemontesi. Nella tenuta de La Mandria, ancora a metà del secolo scorso, vivevano oltre 900 persone, ed erano presenti due chiese, due scuole, un teatro, un cinema, un giornale ed addirittura una piccola piscina destinata ai ragazzi. La fauna comprende principalmente cervi, daini, cinghiali, volpi, lepri e minilepri, tassi e rapaci notturni quali gufi, civette e allocchi e nutrie. Gli animali più interessanti sono quelli legati all'ambiente forestale maturo quali il picchio nero, che in pianura nidifica solo a La Mandria, e il coleottero Osmoderma eremita. Sono comunque numerose le specie protette dall'Unione europea censite all'interno del parco. L'ente parco mantiene inoltre l'allevamento di cavalli appartenenti alla razza autoctona Tpr presso le scuderie della Cascina Vittoria. Una parte dell'area può essere considerata un vero bosco planiziale: vi si trovano le specie vegetali tipiche del clima temperato: farnia, rovere, ontano, salici, olmo, acero, frassino, pioppo bianco e pioppo nero, noccioli, betulle, carpini e le tipiche piante del sottobosco padano. Altre aree mantengono l'aspetto della prateria acida a molinia tipica dell'alta pianura.